Atleti e libertą di culto
(AGI) - Firenze, 7 ago. - "Cosa puo' accadere all'atleta che prima, durante o dopo la sua gara si fara' il segno della Croce a Pechino?". E' questa la domanda che Giovanni Donzelli, leader di Azione Universitaria rivolge a Jacques Rogge, presidente del Cio e a Gianni Petrucci, responsabile del Coni. "Apprendo dalle agenzie - dichiara il presidente nazionale dei giovani universitari di An - che Rogge in conferenza stampa ha rivelato che secondo l'art. 51 della Carta Olimpica gli atleti non possono fare alcun tipo di propaganda o manifestazione etnica, religiosa o politica sul podio o negli impianti olimpici. Cio' significa che se un atleta italiano o di qualunque nazionalita' fosse cosi' ardito dal farsi il segno della Croce, come avviene spesso in ogni competizione sportiva e come e' nella sua liberta', verrebbe immediatamente cacciato dall'Olimpiade! Mi sembra un nuovo aspetto inquietante di questi Giochi". Conclude Donzelli: "Mi auguro che le massime autorita' sportive italiane ed internazionali rassicurino subito i nostri atleti sulla loro liberta' di manifestare le proprie convinzioni religiose oltre che politiche e sociali". (AGI)
AGI News On - PECHINO 2008: AZIONE UNIVERSITARIA |
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Traduzione italiana a cura di: VbulletinItalia.it
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