Originariamente inviato da Franz
La vita è movimento, il trattamento posturale è ridare il movimento alle strutture che l'hanno perso.
"Movimento" è un termine ampio, con più accezioni. Esistono diversi tipi di movimento: il grande movimento o movimento maggiore, il movimento minore e il micro movimento.
IL GRANDE MOVIMENTO o MOVIMENTO MAGGIORE
E' il movimento delle articolazioni, quello che possiamo vedere e misurare. Ha due possibili origini:
• VOLONTARIO: cioè voglio fare qualcosa, e decido di fare qualcosa, decido di camminare, di correre, di saltare, di prendere un oggetto, di mangiare ecc…
• INVOLONTARIO: gli organi di senso attivano l'arco riflesso involontario. Camminando, vedo un ostacolo e sollevo la gamba per superarlo, sono stati i miei occhi che hanno deciso di farmi sollevare la gamba quando hanno visto l'ostacolo", udito "qualcuno mi chiama e io volto la testa", tatto "prendo un coperchio caldo di una pentola, sento che brucia e ritiro la mano", gusto "mangio qualcosa che non è buono, lo ributto fuori".
I due sistemi volontario e involontario, coinvolgono il sistema muscolo-scheletrico. Ambedue sono poliarticolari, cioè metteno sistematicamente in gioco più articolazioni. Ad esempio "quando prendo un oggetto, sono le falangi di una mano, il polso, il gomito, la spalla che si muovono" questo perchè i muscoli sono poliarticolari e coprono almeno due articolazioni "il bicipite parte e copre l'articolazione scapolo-omerale e copre anche l'articolazione del gomito".
A partire da un punto di riferimento che è la posizione di rilassamento, cioè il punto in cui la capsula e i legamenti sono rilassati, il movimento non è mai uguale nei due sensi (gomito: la flessione del gomito è circa 60° e l'estensione circa 80°, la posizione di riferimento del gomito è un punto a 90°, posizione in cui l'insieme legamentoso e capsulare è rilassato. Caviglia, articolazione tibio-tarsica: dalla posizione di riferimento ci sono 40° flessione dorsale e 60° flessione plantare.
Tutte le articolazioni sono così: il grande movimento non è mai uguale nei due sensi.
Nella fisiologia articolare classica che può alcune volte essere chiamata biomeccanica ci sono 3 TAPPE:
1. MOVIMENTO ATTIVO SEMPLICE, è quello che utilizza il minimo di energia nella vita di tutti i giorni, ci permette di muoverci sempre nella legge del minor sforzo detta anche legge dello sforzo utile; il corpo è fatto per funzionare con un minimo di energia, così da mantenerla e averla a disposizione quando ne ha bisogno. Si funziona in economia durante la maggior parte della giornata e ogni tanto, al bisogno, si consuma di più. La notte si economizza ancora di più "la notte è fatta per riposarsi, per ricaricare le batterie!!". Questo movimento mette in gioco il minimo di unità motrici muscolari e arriva solo fino ad un certo punto, se vogliamo andare oltre dobbiamo coinvolgere altre unità motrici, unità motrici supplementari.
2. MOVIMENTO ATTIVO FORZATO, si deve applicare una forza supplementare per poter andare più lontano. Anche con le unità motrici supplementari arrivo ad un limite che non si può superare, a meno che non si faccia intervenire una forza esterna.
3. MOVIMENTO PASSIVO, è l'impiego di una forza esterna che permette di superare il limite del movimento attivo forzato, può essere l'aiuto dell'altro braccio per aumentare la flessione del gomito o un appoggio su qualcosa o un'altra persona per arrivare alla fine del movimento.
Il grande movimento, rappresenta la possibilità di dialogo col cliente. Un dialogo visivo: "prima degi allenamenti chiedo al cliente di elevare un braccio, dopo l’allenamento verifico se arriva allo stesso punto o se va oltre. Anche il cliente lo vede ed è contento!".
È un punto di riferimento che ci permette di dimostrare al cliente che tramite l’allenamento è successo qualcosa. Ci serve nell'esame generale del cliente e per vedere i benefici, noi viviamo col grande movimento.
IL MOVIMENTO MINORE
E' un movimento più piccolo, che è stato messo in evidenza dall'inglese Jean-Baptiste Mennel grazie alla radiografia. Ha due possibili ORIGINI:
• INVOLONTARIO - AUTOMATICO, si sviluppa sempre negli ultimi gradi del grande movimento, per impedire all'articolazione di andare oltre nell'estensione, è un movimento di chiusura, rotazione esterna a livello del contatto osseo. Nella flessione non c'è perchè il blocco è dato dal contatto tra i muscoli. Per tutte le articolazioni, il movimento minore involontario-automatico è solo nell'estensione e funziona solo in un senso (facilita la rotazione esterna). "...nell'estensione del ginocchio, negli ultimi gradi c'è una rotazione esterna, di chiusura , della tibia!"
• INVOLONTARIO-PASSIVO, è il gioco articolare che nessun muscolo può muovere ma può essere provocato da una forza esterna (operatore)
Ogni articolazione ha possibilità di movimento nei tre piani dello spazio, a partire da una posizione di riferimento nella quale capsula e legamenti sono rilassati. C'è movimento articolare anche a livello viscerale, il legamento del fegato che lo avvolge è col fegato una articolazione perchè ci sono due superfici che scivolano l'una sull'altra. Il rene con lo psoas, per il movimento del diaframma, fa 1,8 km ogni 24 ore.
IL MICRO MOVIMENTO
E' un movimento ancora più piccolo del minore, una contrazione e un rilassamento per tornare alla posizione di partenza, e si ripete regolarmente tot volte per minuto. Contrazione e rilassamento ritmico e involontario. A livello cellulare questo movimento permette migliori scambi.
Il cuore si contrae e rilassa ritmicamente circa 65 volte al minuto, sistole e diastole utilizzano il minimo di energia per inviare l'ossigeno alla periferia. Le cellule cardiache sono animate dai punti elettrici situati all'interno del cuore. Nella respirazione toracica, permanente e involontaria, il polmone si contrae e rilassa 16 volte al minuto a riposo, utilizzando il minimo di energia, animato dall'aria. Un altro ritmo di contrazione e rilassamento è quello della linfa, le cisterne linfatiche si contraggono 4 volte al minuto creando delle variazioni di pressione che facilitano gli scambi.
Contrazioni e rilassamento nel micro movimento sono automatiche e involontarie, invece il muscolo scheletrico non si contrae se non lo chiediamo direttamente o per via riflessa (è il caso del tono muscolare), quindi sono mobili perchè c'è qualcosa d'altro che li fa contrarre o gli richiede di contrarsi.
MOTILITA': è l'auto potere di una struttura di potersi muovere, è la possibilità interna di muoversi, energia che viene dall'interno, è propria della cellula. E' un movimento involontario, permanente e ritmico. Questo movimento ritmico, involontario e permanente, va a muovere le strutture esterne, le ossa del cranio e il sacro (che non hanno muscoli) e tutto ciò che li circonda, cioè fasce ed aponeurosi.
MOBILITA': è la facilità che una struttura ha ad essere mossa (da qualcun altro), dai muscoli nel grande movimento e nel movimento minore involontario passivo.
OMEOSTASI: è la possibilità che il corpo possiede di ritornare sempre nella sua costanza, nella sua chimica, nella sua biologia, nella sua fisica, nella sua psicologia cioè nella sua fisiologia.
Tutta la visione della posturologia sta nel concetto di omeostasi, cioè nel cercare di dare al corpo il potere di ritrovare la possibilità di omeostasi, di autoregolazione. Il corpo ha in se la possibilità di autoregolarsi, è sufficiente dargli la possibilità di farlo togliendo gli ostacoli che creano impedimento all'omeostasi e che sono sempre presenti.
“..Finchè c'è vita c'è speranza!!”
Bisogna gestire l'omeostasi (è ciò che richiede al cliente), in modo che il movimento continui. Ci sono diversi strumenti, noi andiamo ad aprire delle porte, dei corridoi, dei tragitti e il corpo poi fa il suo lavoro, più il cliente è in forma più è facilitato e più il cliente è anziano più rischia di avere dei problemi, ma non è sempre vero (ci sono dei giovani vecchi e dei vecchi giovani).
Invecchiando si va verso la rotazione interna, verso la chiusura, la stasi; la rotazione esterna è apertura, movimento, vita e salute.
“Ciò che conta quindi, sono il movimento minore e il micro movimento. Il grande movimento è solo il riflesso degli altri due. Il movimento minore crea, mantiene e distrugge il grande movimento. Il micro movimento crea, mantiene e distrugge il movimento minore e di conseguenza il grande.”
|