![]() |
![]() |
|
Integrazione L'azione fisiologica, i protocolli d'assunzione, le materie prime ed i prodotti in commercio. Discutiamone senza censure e veti commerciali
Ciao amico visitatore, cosa aspetti? Apri una discussione subito nella sezione Integrazione |
![]() |
|
LinkBack | Strumenti Discussione | Modalità Visualizzazione |
|
(#1)
![]() |
||
ParentalAdvisoryMember
Messaggi: 303
Data registrazione: Jun 2010
|
![]() Quanti risultati si potrebbero ottenere con la fosfatidilserina?Quote:
Le mie motivazioni: Ció che consente la ipertrofia muscolare e l'aumento della forza come potenziale conseguenza funzionale é legata al tipo di fibra sollecitata a tale funzione, cioé la fibra II. Fisiologicamente la struttura di questa miofibrilla é molto diversa da quella di tipo I, vocata alla resistenza. É piú grande e possiede , negli endoteli dei sarcomeri, le cellule mioblastiche atte alla rigenerazione.É meno ricca di mitocondri. Biochimicamente, la struttura recettoriale di questa tipologia di miofibrille é altrettanto differente. Se é vero che tutte le fibre muscolari possono rigenerarsi, la fibra II puó fare di piú, puó ipertrofizzarsi. Come? Si chiama MGF, fattore di crescita meccanico che si produce proprio a livello di questa tipologia di miofibrilla e risponde soltanto a stimoli meccanici supportati dalle conseguenti condizioni fisiologiche che mi appresto a descrivere. Da esperimenti determinati ( anche dal sottoscritto), é risultato che il fattore di crescita meccanico é stimolato da microlesioni in fase di tensione eccentrica ma anche di stimoli nervosi brevi e " violenti " che determinano uno scambio ionico ( Ca++) molto potente. Lo scambio ionico elevato e quindi lo status di sovraeccitazione neuronale insieme ad una CONTEMPORANEA condizione di acidosi lattica rappresentano l' apripista della risposta anabolica ( attivazione delle chinasi e induzione della sintesi proteica). Nella fibra bianca ( e soltanto in essa), la sovraeccitazione e la condizione lattoacida indotta da una stimolazione breve rendono i recettori piú sensibili al testosterone libero, al IGF-1, all' insulina, quindi aumento della sintesi proteica e la secrezione di MGF induce la liberazione dei mioblasti, le cellule satelliti atte alla riparazione e alla volumizzazione muscolare. Se tutto questo é vero, é altrettanto vero che il prezzo da pagare é " il fattore tempo" . Questa condizione é "straordinaria" e assolutamente non sopportabile per molto tempo poiché mette a dura prova il sistema nervoso centrale ( sovraeccitazione). L'alta intensitá causata da uno stimolo di resistenza é ció che induce la risposta delle fibre veloci, per contro il SNC, altamente sollecitato supporta e favorisce questa condizione per un breve lasso di tempo. Nei topi é nell'ordine di pochi minuti intervallati da pause brevi. Superata questa soglia, il SNC reagisce stimolando l' ipotalamo a produrre cortisolo per via GR, ovvero STOP a quanto detto finora. Il cortisolo blocca il processo anabolico, blocca l' MGF tramite stimolazione di miostatina. Il picco di secrezione del cortisolo nei ratti lo si rileva entro 10/15 minuti e si protrae per diverse ore. Il livello di MGF in questo caso risulta essere trascurabile e non si assiste ad esaltazione della sintesi proteica. Nei ratti sottoposti a esercizi fisici sotto il 10 minuti, non si rileva tale picco del cortisolo e, per contro si ha un aumento rilevante del MGF e anche il livello delle chinasi all' esame di bioluminescenza tramite luciferina marcata, risulta essere aumentato esponenzialmente, segno di una sintesi proteica elevata in corso. Questi dati fanno chiaramente indurre alla conclusione che: Le fibre II sono gli attori. L' elevato scambio ionico, la sovraeccitazione neuronale e la lattacidosi sono il palcoscenico per lo spettacolo anabolico. Lo spettacolo per riuscire deve: essere intenso e breve. In tale condizione, si concede il BIS, si produce MGF e si cresce. In definitiva, il cantiere messo all' opera per riparare i danni e potenziare necessita di stimoli meccanici brevi e intensi e di un successivo riposo di almeno 48 ore. Le prove scientifiche supportano le tecniche " sperimentate" in via empirica, ma con grande intuizione, proprio dal bodybuilding. |
|
|
![]() |