![]() |
![]() |
|
Medicina e Farmacologia Medicina generale e farmacologia.
Ciao amico visitatore, cosa aspetti? Apri una discussione subito nella sezione Medicina e Farmacologia |
|
LinkBack | Strumenti Discussione | Modalità Visualizzazione |
(#15)
![]() |
||
All the Truth Member
Messaggi: 2,699
Data registrazione: Aug 2009
|
![]() Quote:
Sì, lui mi aveva avvertito sia degli effetti collaterali sia del fatto che non va interrotto bruscamente il trattamento. Premetto che io ho sempre preso il dosaggio minimo dei due antidepressivi che ho provato finora (anzi, per alcuni anni ho preso solo mezza capsula di citalopram) e questo, se da una parte non ti trasforma di punto in bainco nella persona più allegra della terra, dall'altra riduce anche gli effetti collaterali. Io almeno ne ho avuti pochissimi, e sono spariti dopo il primo mese di cura, quindi per me non hanno mai costituito un problema. L'interruzione brusca l'ho fatta almeno due volte, di mia iniziativa, pur sapendo che è sconsigliata, e anche lì gli effetti da astinenza li ho notati, ma niente di pesante. Ne segnalo uno curioso, che non credo sia riportato nei foglietti illustrativi, e che invece per me è il primo e inequivocabile sintomo di un calo di serotonina: una strana sensazione di un secondo dentro le orecchie, che non è però un fischio, ma è più simile a quella che hai quando metti la testa sott'acqua per un attimo e poi riemergi. La cosa buffa è che non la provo mai in nessun'altra circostanza, e la prima volta ci ho messo due giorni a capire che era dovuta alla sospensione del farmaco. Adesso invece la riconosco perfettamente, e mi funge da promemoria: se per caso la mattina non prendo la mia pillolina, verso le sette di sera sento quella sensazione delle orecchie. Sulla sindrome da dismissione mi permetto un commento. Secondo me ci si illude troppo spesso che i disturbi dell'umore si possano curare definitivamante, ma in molti casi sono cronici, così cronici che diventa difficile stabilire dove finisce il "carattere" e subentra la patologia. Magari cambiano bersaglio nel tempo, a seconda delle circostanze della vita, ma difficilmente chi ne soffre se ne libera del tutto. Quindi se si ricavano benefici dagli antidepressivi, bisogna entrare nell'ordine di idee che se ne potrebbe avere bisogno per sempre. Se non si è disposti, per timore degli effetti a lungo termine, o perchè proprio infastidisce l'idea di dipendere da quel tipo di farmaco, meglio non cominciare neanche. Perchè un conto è la sindrome da dismissione legata all'interruzione brusca della cura, ma un conto ancora diverso è il fatto che piano piano, senza farmaci, un soggetto tendenzialmente depresso poi torni a peggiorare. |
|
|
![]() |