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All the Truth Member
Messaggi: 5,831
Data registrazione: Aug 2010
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![]() Sono ImbufalitaIntroduzione Questo we Lorenzo era venuto da me già da mercoledì sera per assistermi con il mio blocco alla schiena che pare essere in progressiva remissione. Stamani stavamo facendo le normali faccende di casa, lui si è dedicato in questi giorni alle cose più pesanti, come al solito ma "più" del solito per via della mia impossibilità di sollevare pesi e fino a ieri anche di guidare, pena il dolore. Stamani stava rifacendo il letto, cosa che fa' SEMPRE, io spazzavo in cucina quando ho sentito dei sospiri di dolore: si era bloccato di nuovo con la schiena, cosa che succede ciclicamente anche senza che lui compia movimenti di per sé sbagliati per il 99,9% delle schiene sane. Fatto sta che tutto il giorno ha avuto il dolore, che dopo una certa attenuazione dopo pranzo, è aumentato anche per via del tragitto in auto verso la stazione. Treno per Genova preso h 17.29. Scenario Un uomo italiano, ben vestito, giovane, si ritrova IN GINOCCHIO in mezzo alla carrozza di un treno, alza la mano per chiamare i passanti per chiedere aiuto per alzarsi perché NON riesce a mettersi in piedi. Le persone passano, lo schivano. Lui non riesce a muoversi nemmeno per prendere il cellulare che non è sufficientemente a portata di mano, per poter almeno scrivere un whatsapp per parlare con la sua fidanzata. Tutti passano e fanno finta di non vederlo. Lui poi riesce a prendere il cello, scrive a Lei, lei lo sostiene come può, sperano che passi un controllore. La notizia che Lui è di nuovo in piedi, grazie proprio al controllore che finalmente è passato, arriva alle 20.20. Il treno era partito molto prima, la posizione immobile (forse un passo falso, forse un micromovimento lo hanno fatto accasciare al suolo, ma che importa?) è durata fin troppo. Commento Mentre scrivo il treno di Lorenzo sta arrivando in stazione, io non ho parole (il che... è tutto dire... se sono senza parole io) per definire il DISGUSTO che provo nei confronti dell'umanità, l'indifferenza cui la società è arrivata; forse tutti avevano paura che fosse una finta, che Lui chiedesse aiuto fingendo per poi derubare chi lo avesse avventatamente aiutato, o non so, che Lui fosse un pazzo che avrebbe fatto loro del male, oppure che fosse un drogato o un ubriaco, non so, non lo so, non lo so, io so solo che tutto questo mi fa' prepotentemente schifo. L'indifferenza verso il proprio simile che soffre è un commportamento di cui NESSUN animale si macchierebbe. ... E in tutto questo IO mi sento impotente, io sento che avrei dovuto essere lì... a sostenerlo. Ma non c'ero. |
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